Splendidi balconi panoramici, antichi olivi e colture di vite, ma anche preziosi monumenti da riscoprire !!!
I boschi, le ville comunali: sono splendidi balconi panoramici, paragonabili agli spalti di un teatro naturale che tutti gli itinerari turistici mettono in scaletta, ma che solo chi vive da queste parti può togliersi il gusto di esplorare con la dovuta calma, cogliendo il respiro di una regione carica di storia e bellezza naturale. Siamo nel regno delle Masserie e dei Trulli, ma questa vasta depressione carsica è stata prima la casa di cacciatori paleolitici, poi di comunità messapiche, ha visto poi villaggi di età romana e insediamenti monastici che è suggestivo cercare con la fantasia fra gli olivi e le colture di vite, i mille piccoli terreni coltivati, gli ordinati muretti, i trulli e le masserie. Ci si affaccia su questo luogo dall’alto dei centri abitati, finestre che invitano a sostare lo sguardo. La quiete delle colline affascinò mille anni fa un gruppo di monaci di culto orientale, devoti alla Madonna Odegitria, che qui scelsero di venerarla, per tutto il Medioevo, nel luogo segnato dal ritrovamento di un antico affresco della Vergine.
Siamo a un tiro di schioppo da Bari, poche decine di chilometri per raggiungere il cuore della Valle oppure spingersi ai suoi confini estremi: Alberobello e i suoi 1.500 trulli, la cittàa bianca di Ostini, Fasano e la sua Selva, lo Zoo Safari, fino al sito archeologico di Egnazia.
Di per se, anche solo la sosta nei centri a ridosso della Valle, arrampicati sulle Murge, che i secoli hanno premiato con vari capolavori d’arte e architettura monumentale, giustifica una gita in giornata da Bari.
C’è il “rito delle macellerie”, che invitano a entrare nelle botteghe per scegliere un pezzo di carne, cuocerlo e consumarlo sul posto: bistecche, salsicce, bombette e “turcinieddi” di agnello… C’è il richiamo tentatore di succulente trattorie. E poi c’è il vino nobile di colline colonizzate da vitigni di Verdesca e Bianco d’Alessano, bottiglie custodite nelle cantine, che danno il nome alla celebre strada del vino.
Vale la pena fermarsi e tornare di tanto in tanto per respirare, perdersi nel verde, camminare, ma anche interrogare la gente di qui sui sorprendenti trucchi di un’agricoltura battagliera: la “calzatura” della vite, la “sarchiatura” e la “rincalzatura”, segreti di chi ha imparato a coltivare la terra nei secoli senza troppa collaborazione dalla pioggia.
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